Se un giorno ci accorgessimo che intorno a noi c’è molta meno campagna, meno boschi, meno bellezza naturale da poter ammirare, sapremmo davvero quantificare il valore del bene perduto sul territorio? In un decennio in cui le tematiche ambientaliste hanno disegnato politiche mirabolanti e slogan accattivanti, la tutela locale dell’ambiente, quella concreta, ricade ancora e soprattutto sulle forze delle Università Agrarie.
Enti pubblici centenari che, metro su metro, difendono il patrimonio paesaggistico e storico dei paesi. Lo difendono da usi impropri, da intenti speculativi e da un progresso malsano che non prevede un futuro in ottica sostenibile.
USI CIVICI DA DIFENDERE
Lo difendono e lo fanno fruttare per quel che si può. Ne abbiamo parlato con Roberto Domizi, presidente dell’Università Agraria di Sacrofano: “Il mio ruolo, così come quello dei consiglieri e del Segretario, richiede impegno e una profonda conoscenza del territorio. Ci muove la passione e la consapevolezza che, se le Università Agrarie cessassero di esistere, crollerebbe l’ultimo baluardo di difesa contro i tentativi di speculazione anche sui terreni destinati a uso civico”.
Ci mostra dalla finestra una lingua di terra in lontananza, insolita e fuori contesto ,che attraversa un campo collinare e si perde alla vista. “Quella era una strada da cantiere concessa temporaneamente sui nostri terreni, solo per facilitare i lavori di costruzione di un complesso residenziale in zona Santa Maria” racconta Domizi “Tuttavia, la strada definitiva per raggiungere le abitazioni non è mai stata realizzata e i residenti devono ancora utilizzare questa per giungere alle loro case”.



Circa 50 ettari di terreno di difficile utilizzo allo stato dei fatti, situazione finita in un paradossale stallo dopo che il commissario nominato per dirimere la questione ha concluso che non vi sono attualmente alternative sostenibili e che il Comune di Sacrofano dovrà pagare un affitto all’Università Agraria per l’uso della strada.
“lo scorso anno abbiamo utilizzato quel terreno per la semina delle erbe impollinatrici, utili per le api” aggiunge Sebastiano Antonacci, vice presidente dell’Ente, che spera di continuare con altri progetti al fine di mantenere fertili i terreni.
Ci sono poi gli sconfinamenti di perimetro sui terreni dell’ente da parte dei privati, che nel corso degli anni hanno allargato loro proprietà a scapito di quelle che, in modo incontrovertibile, sono terre di tutta la comunità di Sacrofano.
LO SCEMPIO SCAMPATO DELLA CENTRALE ELETTRICA
Questioni da risolvere, quindi, ma anche battaglie importanti vinte “La tutela dei domini collettivi ci ha permesso di scongiurare la realizzazione sui nostri terreni di una centrale elettrica da 350/180 KV da parte di Terna Rete Italia s.p.a.” dichiara Domizi.
Anche un altro fattore ha avuto il suo peso nella buna riuscita: “Battaglie di questo tipo si giocano oggi ad armi pari. Negli anni ’70 e ’80 i grandi colossi portatori di interessi economici avevano vita facile, soprattutto perché gli amministratori dell’epoca erano meno preparati dal punto di vista giuridico” sottolinea Luca Torelli, segretario dell’Università Agraria di Sacrofano.
I diritti di uso civico e la natura collettiva del bene lo rendono inalienabile, indivisibile e immune da espropriazioni. Nel caso specifico, la sentenza contro gli intenti di Terna s.p.a. dichiara in modo inequivocabile che il terreno in questione appartiene ai naturali di Sacrofano e i documenti storici confermano la proprietà collettiva del bene.
A proposito di documenti, un lavoro importante di restauro ha riguardato il registro delle prime delibere dell’ente risalente al 1910 e una bellissima carta catastale degli anni 30 in cui sono definiti i reali confini iniziali dell’agraria di Sacrofano. Il restauro è stato svolto grazie all’interessamento di Alessia Felici, consigliera dell’ente, ed è a cura della Dottoressa Maria Teresa Merciante, restauratrice dei Beni Culturali specializzata nel restauro della carta.



Sono documenti che profumano di storia, di radici aggrappate alla terra, profumano di bosco e di memoria. Sono pieni di feconda vitalità, la stessa che mette I’Ente nel suo operato: corsi di panificazione per i bambini, di potatura, feste della birra, escursioni, lavori di ristrutturazione grazie ai fondi P.N.R.R.
Presto ci sarà la birra a marchio Università Agraria di Sacrofano, dopo l’avvenuta iscrizione al registro dei mastri birrai.
Molte le attività in campo e molte di più se ne potrebbero realizzare, se l’operato delle forze in gioco fosse costruito su basi più unitarie: “La legge 168 del 2017 prevede che sia un unico Ente a gestire i demani collettivi, ma a Sacrofano tale diritto è diviso tra I’Università Agraria, il Comune e I’Università dei Possidenti di Bestiame. Abbiamo già provveduto a chiedere spiegazioni in tal senso sia in Regione che al Comune” afferma Domizi.
LA MADONNA DEL VIANDANTE
Passeggiando sui terreni dell’Ente, vicino al Ponte Marcello, è possibile notare una piccola statua della Madonna, ribattezzata da Gianni Gualerni “La Madonna del Viandante“.
Gualerni, appassionato del patrimonio naturalistico locale e membro degli Esploratori Veientani, trovò quasi per caso una piccola statua raffigurante una Madonna gettata come un rifiuto nei terreni dell’Agraria: “Ricordo che la cosa mi colpì molto e la raccolsi. In quel momento pensai che sarebbe stato bello metterne una proprio lì, vicino al ponte, per creare un approdo speciale per la comunità e per chiunque, anche di passaggio, avesse voglia di un momento di raccoglimento e di riflessione. Grazie al lavoro e al sostegno di tutti siamo riusciti a metterla e il parroco è venuto a benedirla.”.
Proprio in quel luogo si è svolta poi una giornata molto toccante in memoria di Armando Simoni, consigliere di lunga data dell’Agraria recentemente venuto a mancare.
Simoni era un uomo sensibile e di notevole esperienza, si prodigava con grande spirito di volontariato per il bene comune. Non si tirava mai indietro se c’era da rimboccarsi le maniche, mosso da un valore etico di pura genuinità. La sua memoria resta incisa nel cuore di chi lo ha conosciuto, e si fonde con la passione e l’amore per il territorio che i suoi colleghi consiglieri ancora mettono, giorno dopo giorno, per mantenere vivo questo bellissimo spazio di mondo.


A sinistra, la Madonna del Viandante. A destra, Ponete Marcello. Foto e immagine di copertina di Gianni Gualerni






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