Categoria: Storytelling

  • Da Capena alla Valle del Tevere: Martina, il lavoro al bar e la nuova rete dei tirocini per l’autonomia.

    Da Capena alla Valle del Tevere: Martina, il lavoro al bar e la nuova rete dei tirocini per l’autonomia.

    Gli occhi hanno il colore del ghiaccio, il sorriso è di quelli che scaldano il cuore. Martina si muove con una sicurezza nuova dietro al bancone del Chiringuito, un bar sulla via provinciale che porta a Capena. È un luogo che riesce a profumare d’estate anche nei mesi più freddi dell’anno, nonostante i trenta chilometri

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  • La censura e le sfumature dell’amore in due film a confronto

    La censura e le sfumature dell’amore in due film a confronto

    di Nausicaa Benigni Il difficile rapporto tra sessualità amore e cinema è degenerato nella censura di alcune delle storie più emozionanti che siano state scritte, tanto nei libri quanto nelle sceneggiature. È il caso di Pomodori Verdi Fritti alla fermata del treno, film del 1991 tratto dal romanzo di Fannie Flagg. La storia ruota intorno

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  • Isola Farnese, notte di San Giovanni: un omicidio irrisolto tra le gocce di rugiada

    Isola Farnese, notte di San Giovanni: un omicidio irrisolto tra le gocce di rugiada

    È appena trascorsa la notte di San Giovanni, nella tradizione popolare considerata magica e popolata da forze enigmatiche. Non sempre benevole, spesso occulte. È anche chiamata la notte delle streghe e racchiude in sé riti e credenze celebrati in tutto il mondo. In Italia si raccolgono fiori al tramonto e si immergono in una ciotola

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  • Gianni Curti, tracce di memoria sui sentieri incantati

    Gianni Curti, tracce di memoria sui sentieri incantati

    Esistono persone che lasciano più di una traccia quando se ne vanno da questo mondo, più di un ricordo, di una memoria. Gianni Curti era proprio così: a quasi sei anni dalla sua scomparsa continua a scorrere sotto la pelle di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. La sua storia nasce tra le selve

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  • Sacrofano. Il chiarore dell’alba sulle pietre del ghetto

    Sacrofano. Il chiarore dell’alba sulle pietre del ghetto

    Un vicolo stretto, pietre umide e silenzio assoluto. Pareti intonacate di fresco si affacciano su una piazza raccolta. Se chiudiamo gli occhi possiamo immaginare come era il ghetto ebraico di Sacrofano nel XVI secolo. Oggi si sveglia elegante al chiarore dell’alba, ma se poggiamo una mano sul muro e ci prestiamo all’ascolto possiamo ancora sentire

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  • Cherie, la bellezza nel mondo.

    Cherie, la bellezza nel mondo.

    “Cherie”. Cara.Sembra vezzoso, forse un po’ lo è. Nelle giornate blu, però, ci sta pure bene.Occhi azzurri come il ghiaccio di Stoccolma, capelli ricci senza fine, una bambolina dolce d’altri tempi. Avrà neanche venticinque anni. Sta lì in cassa e ti sorride, mentre sei affaccendata con la spesa sperando di non creare la fila dietro

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  • Arde nella notte

    Arde nella notte

    A chilometri di distanza ognuno si preparava per la notte. A Roma Piero si teneva la testa tra le mani, cercando di scrollarsi di dosso la stanchezza; le bambine già dormivano e sua moglie, a letto, leggeva l’ennesima relazione portata dall’ufficio. Uscì sul balcone a fumare un sigaro, unico vizio che si concedeva da anni.

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  • Scorre la notte

    Scorre la notte

    Scoccò la mezzanotte e la luna era coperta da un velo di nubi, tanto che avrebbe potuto spostarle semplicemente soffiandoci su. A parte il canto delle cicale e la televisione dei vicini di casa, nient’altro disturbava il silenzio compatto che avvolgeva le serate estive nella nuova casa in campagna.La stanchezza del giorno si faceva sentire,

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  • In un battito di ciglia

    In un battito di ciglia

    Con un battito di ciglia pulì il mondo intorno a lei e niente fu più come prima. Solo pochi giorni prima si era decisa: il torpore avrebbe lasciato il passo ad un nuovo vigore, per forza. Capelli in ordine, come prima cosa. E poi: alimentazione corretta, trucco e passeggiate. Fanculo, avrebbe messo anche la mascherina:

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  • Dieci donne, il pane e i fucili. Memoria dell’eccidio di ponte di ferro

    Dieci donne, il pane e i fucili. Memoria dell’eccidio di ponte di ferro

    Qualcuno ricorda cosa significa davvero morire per fame? È di ieri l’anniversario dell’uccisione di dieci donne, madri di famiglia, che osarono chiedere pane a fronte della fame più atroce. Siamo a Roma, è il 1944.Il 26 marzo il generale nazista Kurt Mälzer, comandante della capitale durante l’occupazione, aveva ridotto da 150 a 100 grammi per

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