Resta ancora un mese per visitare la mostra fotografica su Vivian Maier a Roma, presso le sale del Museo del Genio Militare della Capitale.
L’esposizione, a cura di Anne Morin e Arthemisia, ripercorre la carriera della fotografa statunitense, proponendo scatti originali e cimeli appartenuti alla Maier.
L’allestimento, semplice e caratterizzante, dà pieno risalto alle protagoniste della mostra, le fotografie scattate dalla Maier a cavallo tra le strade di New York e Chicago.
UNA BAMBINAIA TALENTUOSA
Vivian Maier, bambinaia di professione, coltivò la passione per la fotografia come un percorso parallelo in cui calarsi ogni qual volta avesse un momento libero dal lavoro. Non riuscì mai a vivere di fotografia, rimase ad accudire bambini per tutta la vita.
Forse proprio questo scollamento dal mondo fotografico professionale costituisce il tratto di distinzione della Maier: nessuna commissione da seguire, nessuna regola da contemplare. Puro talento senza freno a mano tirato, al cospetto con la realtà metropolitana e le sue più singolari sfaccettature.
Ogni immagine catturata dall’obbiettivo diviene così un racconto estemporaneo: gesti semplici e noncuranti, volti sorpresi, sorrisi e sbadigli rubati. Le periferie diventano storie da raccontare tramite queste immagini, che sono giunte alla massima popolarità solo grazie a uno studente universitario che le ritrovò in un ripostiglio.


UN SUCCESSO POSTUMO
Il successo di Vivian Maier arrivò solo dopo la sua morte e oggi è considerata tra le fotografe più importanti della scena artistica statunitense. La sua impulsiva capacità di cogliere frammenti di vita quotidiana in luoghi lontani dalla raffinatezza ostentata, si staglia con forza nel panorama sociologico del racconto metropolitano.
La mostra è visitabile fino al 15 febbraio 2026. L’occasione è buona anche per dare uno sguardo al Museo del Genio, scrigno di modelli, strumenti e invenzioni di impiego militare. La struttura è tornata ad aprire le porte al pubblico dal 31 ottobre del 2025, a seguito di un’iniziativa cultuale di Difesa Servizi su mandato del Ministero della Difesa e delle Forze Armate. A tratti affascinante, talvolta celebrativo, il museo offre comunque oggetti di eccezionale valore: l’attrezzatura radiotelegrafica originale di Guglielmo Marconi e uno dei primissimi telefoni riconducibili alle invenzioni di Antonio Meucci.
Nel piazzale interno alla struttura, infine, Pop Air di Ugo Nespolo ha il pregio di colorare il grigio sfondo dello spazio museale: una serie di gonfiabili interpretano in chiave ironica i grandi capolavori dell’arte internazionale.

Per Info e Prenotazioni: ARTHEMISIA






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