Roma. Esterno Notte. Le saracinesche si abbassano, il caldo umido incolla sulla pelle le ultime gocce di afa prima del fresco. Sono le 2 del mattino e Trastevere se ne va a dormire, pochi turisti gironzolano tra i vicoli con una birra in mano.
Questo fine serata di piena estate viene illuminato all’improvviso da un opera singolare, attraente e familiare. Raffaello Sanzio, con una mascherina da ninja, ci guarda dal muro. Spicca su uno sfondo giallo ed è disegnato a tratti puliti nella sua immagine più nota. A poche decine di metri, su un altro muro, stessa situazione, ma è diverso personaggio: stavolta si tratta di Michelangelo. Due pittori, ma anche due tartarughe ninja. Le memorie d’infanzia ci spingono a cercare le ultime due rimanenti del celebre quartetto dei cartoni animati. Svoltato l’angolo troviamo Donatello, ma di Leonardo nessuna traccia.
Chissà dove avrà deciso di posizionarlo Hogre, street artist di fama internazionale così tornato sui muri di Roma, sua città natale.
Hogre è un noto esponente della subvertising, arte del sovvertire i messaggi pubblicitari con irriverenza e audacia. Anche con blasfemia, secondo una schiera di detrattori poco inclini a tollerare lo spostamento di significato che ne deriva. Tra le sue opere più famose c’è la Ruinair, sovvertimento del marchio Ryanair che promuove viaggi turistici verso la Great Pacific Garbage Patch, isola di plastica nell’oceano pacifico grande quanto l’intera Francia.
Apice dello scandalo fu invece il manifesto, affisso come una vera e propria campagna pubblicitaria, chiamato Ecce Homo Erectus, diffuso dopo le accuse di molestie su minori mosse contro il cardinale Pell . Ne seguì un’indagine della Digos e la chiusura del sito internet www.hogre.it.
Da anni l’artista lavora a Berlino, continuando a stupire con le sue opere capaci di sovvertire, modificare e plasmare messaggi commerciali, spesso in segno di protesta e di denuncia.
Ora Roma è arricchita da queste sue nuove opere, nate tra i vicoli di Trastevere in una caldissima notte d’estate. I pittori ninja ricordano un’opera analoga eseguita a Brooklyn dall’artista Owen Dippie. Noi siamo riusciti a trovare solo 3 pittori ninja su 4.
Magari voi, una sera sul tardi, quando il caldo umido incolla sulla pelle le ultime gocce di afa prima del fresco, sarete più fortunati e riuscirete a scovare Leonardo.








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